Dimagrire senza soffrire: in realtà si può, purché….

Dimagrire senza soffrire: in realtà si può, purché….

Passate le festività e dopo essersi ripresi dalle grandi abbuffate ecco che la bella stagione sembra sempre più vicina… e con essa la necessità di sentirsi in forma e a proprio agio. E, come ogni anno in vista della bella stagione, si rischia di fare scelte drastiche di diete last-minute, imponendosi faticose rinunce e rimpiangendo i bei momenti passati a mangiare in pace. Ma veramente dobbiamo soffrire per ottenere e mantenere la forma fisica che desideriamo? E’ possibile dimagrire senza soffrire?

Dimagrire senza soffrire con un approccio meno “superficiale”

Finché viviamo nell’alternanza del periodo di non-dieta e dieta sarà impossibile dimagrire senza soffrire. Ciò che dobbiamo fare, in realtà, è rieducarci a mangiare e, soprattutto, cambiare la visione che abbiamo nei confronti del cibo. Il nostro rapporto con il cibo è spesso superficiale, nel senso che si ferma, appunto, alla superficie, cioè alla bocca e al senso del gusto. E ci dimentichiamo che quello è, in realtà, solo minima parte della nostra interazione con ciò che mangiamo.

Dobbiamo invece considerare che il cibo si trattiene solo pochi momenti nella nostra bocca mentre passa ore all’interno del nostro apparato digerente. Dovremmo quindi ridimensionare l’attenzione che diamo al gusto a favore di una maggiore attenzione agli effetti che il cibo che ingeriamo ha sul nostro organismo.

Certo mangiare cibi buoni è piacevole ed appagante. Ma il gusto è anche una questione di abitudine. Ti sarà successo sicuramente di cambiare gusti nella vita. Magari una volta ti piaceva qualcosa che poi ti ha stancato mentre, al contrario, quando hai scoperto un sapore nuovo all’inizio ti ha infastidito ma dopo qualche assaggio ha iniziato a piacerti.

A me è successo con il gusto dell’avocado! La prima volta che l’ho assaggiato l’ho trovato quasi disgustoso. Poi mi è capitato di assaggiarlo nuovamente e addirittura me ne veniva voglia! Il gusto può essere educato. L’importante è comprendere che ciò che ingerisci non è solo soddisfazione temporanea del gusto ma benessere che stai dando al tuo corpo.

Per dimagrire senza soffrire il peso non può essere il tuo traguardo

Dimagrire senza soffrire: non badare solo al peso

Quindi si può dimagrire senza soffrire ma bisogna essere disposti a rivedere il proprio atteggiamento nei confronti del cibo. Un buon punto di partenza è quello di non fissare un peso ideale come punto di arrivo. Se il traguardo che ci poniamo diviene solo quello di raggiungere un determinato peso, sai cosa succederà quando raggiungeremo l’obiettivo? Penseremo di “avercela fatta” e riprenderemo a mangiare come mangiavamo prima della dieta, vanificando i nostri sforzi.

Questo accade proprio perché avremo vissuto il periodo della dieta come un momento di privazione. Dobbiamo invece rieducarci a mangiare seguendo un preciso stile: solo così metteremo le basi per non cadere nella trappola delle dieta come privazione.

Per dimagrire senza soffrire, infatti, bisogna semplicemente escludere il concetto della “dieta come privazione e sofferenza”. Dobbiamo invece iniziare, anche gradualmente, a verificare la correttezza delle nostre abitudini alimentari e sostituirle con abitudini migliori.  E con un pizzico di impegno potremo scoprire che anche il senso del gusto potrà continuare ad essere soddisfatto.

E’ importante sapere quello che stiamo mangiando. Leggere le etichette al supermercato, ad esempio, ci fa rendere conto di cosa stiamo ingerendo realmente. Dobbiamo sempre ricordarci che gli ingredienti sono scritti in ordine di quantità presente nel prodotto. Se compriamo una marmellata dove il primo ingrediente è “zucchero”, magari crediamo che mangeremo frutta ma in realtà stiamo dando un’impennata al nostro picco glicemico!

Il supporto alimentare giusto

dimagrire senza soffire

Così, per dimagrire senza soffrire, possiamo dar maggiore spazio agli alimenti funzionali per il corpo umano. Vi sono alcuni alimenti che per le loro proprietà possono aiutare il corpo ad abituarsi ad un nuovo regime alimentare senza troppi sforzi, come ad esempio il glucomannano. Si tratta di una  fibra idrosolubile di alta qualità e dalla portentosa capacità di assorbire liquidi. Grazie a questa sua peculiarità il glucomannano aiuta il senso di sazietà e riduce l’assorbimento di grassi e zuccheri nel tratto intestinale, in particolare quando accoppiato a FOS e inulina.

I frutto-oligosaccaridi  permettono di riequilibrare la flora batterica intestinale, spesso alterata dall’abuso di agenti lievitanti chimici e altri alimenti dannosi. Questi alimenti possono essere utili sia nel bambino sia nell’adulto e possono essere adoperati anche dalle donne in gravidanza.

L’assunzione dei prebiotici si è dimostrata utile in molti ambiti. Tra questi menzioniamo solo i principali:

  • Facilitano il transito intestinale.
  • Riducono la stitichezza.
  • Migliorano il livello di glicemia.
  • Alzano il livello del colesterolo buono.

Non solo: la ricerca ha dimostrato la lori efficacia anche nella prevenzione dei tumori a carico del colon. Gli scienziati hanno evidenziato ancora una volta come la buona salute non sia necessariamente collegata ad una dieta in senso stretto. A fare la differenza sarà, piuttosto, adottare un’alimentazione cosciente che dia nutrimento al corpo anziché limitarsi a farci ingurgitare cibo.

Solo così sarà possibile dire addio al concetto di sofferenza quando si parla dieta e guadagnare una salute migliore nel lungo periodo.

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